domenica 13 luglio 2008

6° Ecomaratona del Ventasso



era il 9 Luglio 2006 e l'Italia giocava la finale del Campionato Mondiale. Ero appena tornato da un piccolo paesino dell'Appennino Reggiano (Busana) ed ero stanco si, ma felice. Felice perchè dopo 1 mese e mezzo dalla prima volta che avevo messo un paio di scarpe da running ai piedi, avevo percorso la mia prima maratona... pardon ECOmaratona

ed ero così entusiasta, distrutto ma felice di aver corso il Ventasso

è il 13 Luglio 2008, e dopo due anni sono nuovamente a Busana.
2 anni di esperienza, qualche maratona, un po' di corse in montagna e tanti ricordi; ricordi di unione, festa paesana, splendida organizzazione e tanta sofferenza sul percorso.

Il Sabato è stato semplicemente splendido, una cornice stupenda con tantissimi volontari (stupendi volontari), che ti stanno vicini e ti coccolano nel miglior modo possibile. In fondo l'ecomaratona del ventasso è, per le persone del luogo, la FESTA DELL'ANNO. Ovunque trovi giovani e anziani che ti accolgono con gioia.
E, come accadde due anni fà, il buon Vincenzo, insieme alla Rosy e allo speaker (veramente in gamba oserei dire) informano e danno le necessarie avvertenze sul percorso del giorno dopo. E quando Vincenzo puntualizza più volte sul fatto che questa è una Ecomaratona mi si apre il cuore. Qui vige la regola del "NON ABBANDONARE I RIFIUTI" come più volte menziona al microfono.
Raccomandazioni sulle scarpe da usare, raccomandazioni sulla difficoltà del percorso, raccomandazioni verso i maratoneti cercando di imprimere nelle loro menti il fatto che le loro tabelle, i loro lunghi, le loro medie al km QUI non hanno motivo di esistere.
MI SENTO A CASA, un mondo diverso dalla corsa su strada, un mondo dove non è il passo che fa la differenza ma la "sensazione".
E come dimenticare i numerosi Spirito Trail finalmente legati a tratti somatici piuttosto che a un nick name.

Mi sono dilungato troppo forse ma del resto la parte secondo me più bella di questa manifestazione è l'Atmosfera che si respira, che la rende unica. E con questa piacevolissima sensazione si arriva finalmente alle ore 8.30 della domenica mattina

Non parlerò della mia prestazione perchè non ne sono molto entusiasta: ho migliorato di 22 minuti la precedente prestazione ma una colazione sbagliata, gli sbalzi termici nell'attacco al ventasso, il successivo conito di vomito nei pressi del lago per la congestione rimediata e la difficoltà di alimentarmi nei successivi ristori mi hanno certamente limato.

Parlerò invece di un percorso che spesso viene sottovalutato ma che fa pagare il conto tutto insieme.
La partenza è tra gli applausi del pubblico che ti seguono per tutto il giro del paese, poi si comincia.
Un sentiero con continui saliscendi (mangia e bevi come li chiamano alcuni) ci accompagna tra Busana e Cervarezza (circa 6 km). Simpatica è l'iniziativa proposta dagli organizzatori che regalan,o ai primi 3 che passano sotto il traguardo di cervarezza ai rintocchi delle campane alle ore 9, una cassa di bottiglie di vino.

Da qui si affronta un tratto asfaltato fino a raggiungere il ristoro del Camping. Un trio di musicanti Iralndesi ci accolgono con lo splendido suono delle cornamuse (molto carina la ragazza che suonava). Breve ristoro e poi si affronta un tratto in leggere salita pedalabile seguito da una discesa costante fino a Busana (siamo a 11 km)

La discesa continua e attraverso il bosco e attraversamenti di ruscelli ricomincia a salire, prima con fare molto lieve fino a Nismozza e poi rincarando la dose fino alla vetta del Ventasso. E' quello che viene chiamato "il tirone" e rappresenta sicuramente il primo momento in cui gli stradaioli devono fare i conti con le loro tabelle e i loro riferimenti. Dal Ventasso comincia una discesa su sassaiola che porta ad uno splendido lago da cui comincia la seconda, tremenda anche se corta, salita che finisce di distruggere i sogni degli amanti del 3.30/4.00 al km

Il panorama in questo tratto da il meglio di se e accompagna i runners nella discesa che porta al ristoro del 27°km.

La stanchezza si fa sentire e i successivi 4 km di asfalto possono essere di respiro per alcuni o di sofferenza per altri

Ma alla fine una deviazione a sinistra ti riporta su terreno che scendendo giunge a Montemiscoso. Un breve sosta e poi cominciano gli ultimi, lunghissimi, 12 km.
Un saliscendi continuo che dopo 8 km e un po' di scalini ti riportà al ristoro del Camping incontrato al 6° km

Ok, da qui gli ultimi 4 km sono già conosciuti perchè ripercorrono un tracciato già fatto ma vi assicuro che affrontarlo con 6 km sulle gambette o con 38 km fanno tutta un'altra impressione

Volendo fare le somme alla fine sono giunto al traguardo stremato (più per il malessere fisico che non per la fatica), ho coinvolto la mia ragazza, suo padre ed un amico che hanno amato immediatamente questo genere di corse ringraziandomi per aver loro fatto conoscere questo modo di vivere la corsa ed infine ho conosciuto nuovi amici e incontrato vecchie conoscenze.

sono stati si 42.195 mt (circa 7.500 mt di asfalto) e con un dislivello di +2.062 mt/-2.062 mt

ma la cosa importante è che

sono ancora oggi entusiasta, distrutto ma felice di aver corso il Ventasso

domenica 22 giugno 2008

31° Marcia dei Giganti



Pur conoscendo molto bene quelle zone è la prima volta che mi trovo a fare la Marcia dei Giganti. Inizialmente curata dal C.A.I. di Prato e completamente immersa nei sentieri è stata poi lasciata al C.A.I. di Pistoia che l'ha mantenuta grande negli anni pur cambiando il percorso.

Non credo ci siano molte parole per descrivere la bellezza del paesaggio nei primi 6 km. Basta immergersi dentro, protetti dalla fitta vegetazione per capire quanto sia azzeccato il nome che è stato dato a questa zona: La Foresta dell'Acquerino

Non so come sono stati i percorsi da 5/14 ma quello da 20 ha regalato molte emozioni soprattutto quanto, giunti in quota, si corre su sentiero di pendio cullati dal lieve fruscio delle foglie sotto i tuoi piedi.

Sfortunatamente il caldo si è fatto sentire pesantemente soprattutto sul breve tratto di asfalto (circa 3 km) ma i ristori e la cordialità dei volontari è stata una nota piacevolissima.

Poi il cuore non può che riempirsi di un gran calore quando arrivi ad incrociare il sentiero GEA, un percorso tanto ricco di storia che unisce in una linea ideale la Liguria con le lontane terre del sud. Ma prima di immergersi in questo sentiero non si può lasciare lo sguardo a terra perchè, dalla terrazza naturale davanti a te, vedi la Piana di Pistoia e in lontananza il Montalbano.

E poi, prima della discesa finale butti lo sguardo a Nord per vedere il rifugio Pacini ed il Monte Bucciana di cui conservo così tanti ricordi.

Ultima nota, per me estremamente positiva, è la discesa finale prima di arrivare sull'ultimo km di asfalto che ha messo a dura prova le articolazioni e l'aderenza delle mie mizuno presentando molti tratti umidi e un po' scivolosi.

Giunto all'arrivo ero quasi stregato dal ristoro e volevo fermarmi un po' a riposare mentre dalla fonte sgorgava continua acqua fresca. il GPS segnava 20.230 mt con 900 mt di dislivello positivo e 900 mt negativo

...ma, visto che questo era l'ultimo lungo prima del Ventasso, sono tornato sui miei passi fino al punto panoramico che volge verso il Rifugio Pacini. Qui ho aspettato la mia ragazza e suo padre e siamo tornati all'arrivo.

Bella manifestazione davvero con un pacco gara degno delle aspettative

Grazie al CAI di Pistoia che ha mantenuto vivo questo evento una volta gestito dalla mia sezione



domenica 8 giugno 2008

Pesticciata Bianco-Celeste 2008

Sono settimane ormai che quelli del CAI mi parlano di questa corsa e di quanto sia bella. A questo punto mi son detto: perchè non provarla?
Prima di tutto nasceva il problema di quale fare dato che di percorsi ce n'è da benedire e santificare (km 35/25/18/12/6/3) e considerato che vengo dalla Cortina-Dobbiaco e la settimana prossima andrò a fare una sky running sulle Orobie ho pensato di evitare di distruggermi completamente e di optare per la 25.

Arrivo alle 8:15 (partenza libera fissata tra le 8 e le 8:30) e, come ahimè è triste tradizione della tre-provincie, sono già andati via tutti da più di mezzora. Pago i miei 2 euro popolari di iscrizione, prendo il cartellino e mi avvio. Per ora la corsa non è cominciata nei migliori dei modi perchè alla partenza non avevano neanche gli spilli (anche questa sembra essere una triste consuetudine dato che anche a Porcari mancavano) ma, memore del bellissimo percorso vissuto in provincia di Lucca mi aspetto anche qui di poter dimenticare velocemente questi piccoli disappunti...

ed infatti!!!

i primi 3,5 km si sviluppano quasi tutti in piano attraversando argini di torrente, campi a vigneto e brevi tratti asfaltati. Anche se siamo solo all'inizio si può comunque assaporare un ambiente tipico da campagna fiorentina.

La salita comunque non tarda ad arrivare e, seguendo la morfologia tipica della zona, si sviluppa con grandi strappi che in breve salgono di 50/100 mt. A questo punto lo scenario cambia e si può cominciare a godere di un panorama degno di poesia puntando lo sguardo verso vecchi casolari abbandonati o stupende mulattiere in ombra grazie alla folta vegetazione.

i ristori sono posizionati in modo quanto mai strategico a distanze di circa 4-5 km l'uno dall'altro. Lungo il tratto che separa questi importanti punti di rifornimento il tracciato non accenna a perdere la propria caratteristica con brevi strappi intorno al 7-10% sia in salita che discesa... e penso alla gara di domenica prossima e di quanto sia utile per me una corsa come questa dove abituare il muscolo ai forti dislivelli con brevi ripetute.

Mentre corro mi accorgo di una cosa che mi ha lasciato estremamente colpito: gli organizzatori si erano occupati di tagliare l'erba tutto lungo il percorso per permettere ai podisti e marciatori di seguire i giusti attraversamenti. Non è una cosa tanto comune ahimè e quindi merita una menzione.

Il tempo scorre e neanche me ne accorgo da quanto resto affascianto dal panorama e così, arrivato al ristoro del 13esimo km mi trovo a dover vivere un momento di dispiacere interiore: davanti a me c'è il bivio per i cartelli che segnano 25 e 35 km. Che fare? andare per i 35 spinto dal piacevolissimo percorso o preservarmi in vista di domenica. Per una volta decido che la testa deve prevalere sul cuore e non mi spingo oltre, passo la testa sotto la doccia installata per l'occasione dall'organizzazione, e riparto, in discesa, verso l'arrivo.

Obiettivamente i successivi 2 km non sono molto belli anche perchè tutti su asfalto e quasi rimpiango di non aver tirato dritto per continuare a correre in mezzo ai sentieri. Ma fortunatamente non passa molto prima di tornare nuovamente ad immergersi nella vegetazione e qui affrontare una salita che, per quanto breve, stava mietendo numerose vittime tra i podisti grazie alla sua pendenza dell'ordine del 13%.

In vetta alla salita però ci attende un nuovo ristoro, anch'esso ricco di tutto il necessario, dai biscotti alla frutta, dall'acqua al thè. Di integratori neanche se ne parla perchè non è una corsa competitiva anche se sinceramente ho visto gente che sfrecciava manco fosse ad un gran premio (e di questi metà aveva appena fatto il Passatore)

Da questo momento le strade della 18 della 25 e della 35 si riuniscono per affrontare insieme l'ultimo pezzo. Una bella discesa, un noioso ma breve tratto di asfalto e poi la tremenda salita che porta a San Miniato Alto. Ammetto che quella salita è stata durissima anche per me tant'è che l'ho camminata per quasi metà tempo ma quando poi si arriva in vetta e persone vestite in abiti medioevali ti accolgono per rifocillarti non puoi che ringraziare e riempirti nuovamente il cuore per affrontare le successive difficoltà.

Un rapido passaggio sotto un'altra doccia appositamente installata e via verso l'ultimo tratto che porta, attraversando la "via del tartufo" all'arrivo. Il sole è alto e fortunatamente il tempo è stato clemente tant'è che mi sono anche abbronzato un po'. Giunti al punto di partenza il GPS segnava 26 km in 2h e 35 min!!

Potrei interrompere il mio racconto qui ma sarebbe ingiusto tralasciare il ristoro all'arrivo dove si poteva trovare di tutto manco fosse un pasta party, lo spazio dedicato ai massaggi (GRATIS) e, a 3 km dall'arrivo, il meraviglioso ristoro del flinstones, quattro stupendi ragazzi vestiti come i celebri begnamini dei cartoni animati che animavano la sosta dei partecipanti mentre si rifocillavano (mi hanno anche rifilato coca e rum facendomela passare per coca cola ^__^)

morale della favola: DA RIFARE ANCHE ANNO PROSSIMO MA QUESTA VOLTA SCEGLIENDO I 35 KM (che in realtà sono 36) almeno mi becco anche l'attestato di partecipazione

e mi sembra importante aggiungere anche un'altra cosa: nonostante non si raggiungano quote elevatissime (massimo i 215 mt slm) in 26 km di corsa mi sono fatto quasi +700/-700 mt di dislivello. Non male veramente!!!

domenica 30 marzo 2008

Un po' n' poggio

Bella, bella e ancora bella. Non ho altre parole per definire quella che a mio giudizio rappresenta la più bella corsa che ho fatto nella nostra zona.

Qualche km di asfalto e tantissimi km di sterrato hanno animato questa avventura che ci ha portato in alcuni degli ambienti più suggestivi della valle del Bisenzio. Non me ne vogliano gli amici lucchesi ma secondo me questa corsa è superiore anche a Porcari anche se i ristori non possono essere neanche paragonabili.

E parliamo subito dei ristori: ben curati e pieni dell'essenziale (frutta, acqua, zuccheri e the) ed anche del superfluo che non fa certo male a chi, contrariamente al sottoscritto, ha deciso di passeggiare con tranquillità. Al ristoro del 15esimo mi sono trovato davanti ad una scelta difficile infatti: continuare a correre alimentandosi dello stretto necessario o fermarsi a mangiare un bel toast con Uovo all'occhio di bue? magari aggiungendo anche una bella cioccolata calda o Latte e menta? domanda veramente difficile ma ho dovuto veramente superare me stesso per riuscire a continuare a correre. Morale della favola non possono essere confrontati con i ristori di Porcari, estremamente più particolareggiati, ma vi assicuro che in zona non se ne vedono di ristori così belli.

parliamo allora della corsa: 26 km REALI (il mio GPS dice 25,870 km) di strade incantevoli tutte in sinistra di Bisenzio. La partenza è da Piazza Mercatale e subito si comincia a capire cosa ci aspetta perchè in meno di un km ci troviamo ad affrontare la salita dei Cappuccini. Sarebbe bello fosse finita lì ma ahimè la strada continua a salire costantemente attraversando Filettole, proseguendo per la via che porta a Valibona e arrivando fino a Faltugnano.
Da qui si procede verso Fabio e si sale ancora per un po' fino a che non ci si trova difronte ad una discesa veramente difficile su asfalto che porta all'altezza della Tignamica in prossimità della linea ferroviaria FI-BO.

Da questo punto un cristiano normale penserebbe che non ci sia niente di male a proseguire tutto lungo pista ciclabile per tornare a Prato ma ahimè, i simpaticoni dell'organizzazione hanno ben pensato di dare un significato pieno al titolo della manifestazione. Ed eccoci quindi difronte ad una nuova ascesa fino a gamberame che attraverso continui saliscendi ci porta finalmente alla zona del Ponte Datini che segna la fine delle ostilità montane. Adesso mancano soltanto gli ultimi due km e poi finalmente siamo arrivati (con un tempo di 2 h 26' 24'' che dovrebbe dirla lunga sulla difficoltà del tracciato dato che la Maratona di Roma l'ho corsa tutta con un passo di circa 50'' più veloce)

Ahimè la mia conoscenza di quesi posti non è tale da sapere il nome di ogni località ma vi assicuro che si attraversano luoghi veramente incantevoli che poco o niente hanno da invidiare a quelli proposti dal circuito delle tre provincie.

Volendo fare un appunto a questa edizione direi che l'organizzazione, fermo restando la bellissima assistenza fatta durante tutto il percorso, ha un po' peccato quando si trattava di punzonare gli atleti lungo il percorso penalizzando di fatto la correttezza per quanto riguarda il campionato stramarciatore. Per il resto non posso che fare i complimenti.

Certo non c'è paragone neanche con Da Piazza a Piazza che, a mio giudizio, rappresenta la più bella manifestazione dell'appennino centrale per quanto riguarda la montagna ma è comunque in grado di reggere il confronto di qualsiasi altra manifestazione sportiva della zona.

Morale della favola do un bel 8/10 a questa corsa e spero di poterla fare anche negli anni avvenire.

lunedì 24 marzo 2008

Maratonina di Prato 2008

Ovvia giù, è arrivato il grande giorno!!! Finalmente si corre la Mezza a Prato, e c’è tutta l’emozione come fosse la prima gara. In realtà non lo è, ma visto che ho ricominciato a correre solo a Gennaio c’è questo sapore.

La giornata non è delle migliori per correre, il cielo è plumbeo e l’aria profuma di pioggia, ma la corsa si svolge con qualunque condizione metereologica, quindi… inforco il cappellino, gli occhiali e le mie scarpe e mi preparo!

La condizione fisica è purtroppo scarsa. La sciatica mi ha tenuto fermo 3 settimane. Quella precedente la corsa, poco running, solo 3 sedute brevi in palestra e con tanta paura di farsi ancora male (accidenti agli incidenti alla schiena). Ma ormai mi sono iscritto, ho pagato i €10,00, e la corsa va fatta in tutti modi è questione d’orgoglio!

Dopo un breve riscaldamento è l’ora della partenza. Viale Piave è pieno di podisti, pubblico scarso vista la pioggia, ma si vedono tanti amici, vecchie conoscenze, e quello lì che non ti saresti mai aspettato di vedere con le scarpe da running ai piedi pronto per una mezza! Che bel mondo il podismo. Si parte sotto una leggera pioggerellina e mi affianco ai palloncini celesti da 1 ora e 55 (avevo detto di farla in 2 ore, ma mi sento bene…). Il primo km è da record (4’58”, questi palloncini corrono un po’ troppo…), e la pioggia non smette. Si attraversa Prato, si passa vicino a casa della fidanzata, dentro le mura, di nuovo davanti al Castello dell’Imperatore, il Comune, San Domenico con il primo ristoro. Qualcuno applaude, qualcuno ti guarda stralunato, e purtroppo la classica nota dolente: gli automobilisti che non sanno aspettare e suonano il clacson rumorosamente non per incitare ma per inveire!!! Ma coi miei compagni di corsa non abbiamo orecchi altro che per il nostro passo! A proposito di passo, qui si continua a guadagnare secondi sulla media, al 9° km siamo quasi un minuto avanti e i palloncini decidono che è giunto il momento di darsi una regolata e rallentare. Urge una decisione: continuo con loro e rallento o vado per i fatti miei? Prevale la seconda scelta, sono troppo carico, so che ce la posso fare!!! E allora via per una cavalcata solitaria al grido di: “un altro km, un altro km!” E i km passano! Ponte Petrino, Viale della Repubblica, la declassata con le sue rotonde e i sottopassi (ganzo, un s’era mai fatta a piedi!), e via di nuovo per il centro per l’ultimo giro, proprio mentre arriva la terza classificata della gara femminile (il vincitore è già passato da un pezzo… ma in fondo l’importante è terminare la corsa) e io ho ancora 7 km davanti. Il passo è buono, siamo sui 5’10” e i palloncini gialli dell’ora e 50’ sono lì davanti, la tentazione di riprenderli è forte, ma ho già visto troppi infortunati e non voglio rischiare, in fondo l’obiettivo è di arrivare al traguardo. Intanto la pioggia ha smesso e si corre più volentieri. Siamo quasi in fondo, si gira sul ponte Datini, si prosegue per la Pietà e fino alla Stazione e si rientra verso viale Piave. Ci sarebbe l’ultimo km e il rush finale, ma le gambe dicono che non è il caso, meglio accontentarsi! Tagliano il traguardo i palloncini gialli e, rabbia!, poco dopo anch’io! 1:51:12 tempo ufficiale, 1:50:57 quello rilevato col mio fedele cronometro. Non male, sono contento e abbastanza soddisfatto, l’obiettivo principale è stato raggiunto, ma le gambe sono diventate pesanti; sarà meglio correre ai ripari con dello stretching ed un bel massaggio cinese, offerto dall’organizzazione! Già, l’organizzazione: bravi! Si può migliorare, certo, ma perché stare lì a vedere cosa non andava, quando hanno fatto passare una bella (peccato per il meteo avverso…) mattinata a 1000 appassionati podisti? Avanti così!

domenica 16 marzo 2008

Roma Marathon 2008



Dopo lunghi mesi di preparazione seguendo una tabella da 3 h e 30 min sono finalmente giunto a Roma.
La forma fisica della vigilia non è certo delle migliori a causa di tosse e raffreddore che mi sono beccato il giovedì sera ma tra un pianto ed un lamento ormai è arrivato il giorno fatidico.

Alle 8.30 mi incanalo nella fascia di partenza (la "B") e subito resto meravigliato dall'organizzazione dell'evento. A dividerci dal gruppo successivo di podisti c'è un cordolo di militari che presidiano una linea immaginaria: VERAMENTE BELLO!!!

La temperatura ed il cielo sembrano estremamente favorevoli con nuvole che coprono il sole e temperature abbastanza alte. Non sembra proprio che le previsioni romane di RAI TRE che davano pioggia l'abbiano azzeccata (per fortuna aggiungerei)

Partono prima i Diversamente Abili e poi i Retrorunners, novità assoluta in fatto di maratone. Successivamente sarà la volta nostra ed infine quella dei fitwalker (Anch'essi alla prima esperienza ufficiale sulla 42 km). Lo start è diverso da quanto mi aspettavo perchè il colpo di pistola è stato sostituito da un motivetto che con un conto alla rovescia dà il via a queste 26,2 miglia di corsa.

La mia preoccupazione più grande, i sanpietrini, viene subito confermata nei primi 3 km della corsa. Correre su quel suolo irregolare ma soprattutto duro rappresenta uno scoglio anche per me che sono abituato alle Ecomaratone. Fortunatamente però dopo 15 minuti di agonia lasciamo quell'incerta pavimentazione per una più congeniale strada asfaltata.

Da questo punto comincia una corsa che sinceramente si è dimostrata quanto mai scadente dal punto di vista estetico (quasi esclusivamente strade di periferia e deviazioni dovute alla domenica delle palme nello Stato Vaticano), dal punto di vista dell'atmosfera (ben pochi incitavano nonostante si fosse nel gruppo delle 3h e 30min) e dal punto di vista del percorso (stradine strette per un fiume di 15000 podisti). Tant'era la difficoltà del ristoro a causa del numero di podisti che ho preferito allungare il passo rispetto al palloncino celeste (3h 30min) per poi ricominciare a viaggiare a 4:45 min/km una volta guadagnato 1 minuto sul gruppo: questa soluzione comunque ha dato i suoi frutti perchè mi ha permesso di rifornirmi senza troppi problemi lungo il tracciato pur costringendomi a perdere il riferimento del palloncino.

A limitarmi il disagio ci hanno pensato comunque un'organizzazione di altissimo livello con postazioni di ristoro e di spugnaggio sempre ben curate e pronte a rispondere alle esigenze dei podisti, i retrorunners (spesso a rischio di caduta nella loro marcia a causa di podisti incapaci) che hanno dato un tocco di originalità al percorso, Linus di Radio DJ che mi ha tenuto compagnia dal 14° al 26° km e Richard Whitehead (inglese, disabile privo delle gambe che correva con protesi fino all'altezza bacino) con cui ho scambiato qualche battuta al 28° regalandomi un momento che non dimenticherò mai nella mia vita.

Poi è arrivato il 30° e l'attraversamento del Tevere per la tratta del ritorno e da questo momento in poi sono cominciate le vere difficoltà:
-il vento si è messo a tirare contro portandomi a consumare molte energie per mantenere una media di 4:40 min/km
-la strada proseguiva con alcuni saliscendi affaticando ancora di più i muscoli già provati
-dal 33°km siamo entrati in città e per tutta la rimanente tratta abbiamo dovuto affrontare i temuti sanpietrini che mi hanno messo veramente in difficoltà

in pratica mi sono ritrovato ad entrare nella fatidica crisi del podista intorno al 40° km. Da quel punto ho ulteriormente rallentato con i piedi doloranti per il contuo martellare sulle dure pietre della pavimentazione romana. A dare il colpo di grazia è stata l'ultima salita intorno al Colosseo che sembrava non terminare mai, in pratica nel giro di 7 km avevo perso circa 2 minuti sulla tabella di marcia (il passaggio dei 35km segnava 2h 52 min e 23 sec). Ma quando ero al 41,700 km mi sono visto affiancare dal palloncino delle 3h e 30' che gridava dietro di se:"forza, andiamo, andiamo". Mi sono detto:"No ca**o sta arrivando il palloncino" e a quel punto ho ritrovato la forza per affrontare quegli ultimi metri sui sanpietrini e tagliare il traguardo prima del fottutissimo palloncino chiudendo in 3 ore 29 minuti e 35 secondi (3h29'07'' Real Time)

Alla fine sono riuscito a raggiungere l'obiettivo che mi ero prefisso fissando quello che ad oggi è il mio personale.

Volendo comunque fare un riassunto di questa Maratona posso dire questo:
- 42km estremamente fisici a causa dei sanpietrini e delle strade non certo scorrevoli
- 42km difficili anche dal punto di vista psicologico perchè l'atmosfera ed i paesaggi non ti aiutano ad affrontare la corsa con giusta motivazione. Il centro cittadino rinfrancherebbe ma la pavimentazione sconnessa non ti da tregua
- un'organizzazione stupenda con ristori sempre all'altezza delle aspettative ed una conduzione di percorso invidiabile. E' difficilissimo riuscire a mantenere sottocontrollo un evento da 15000 persone

domenica 17 febbraio 2008

Porcari 2008

Considerato che di ritorno da questa corsa ho distrutto la mia povera macchinina e che, quasi sicuramente, l'assicurazione non mi riconoscerà più del 50% del danno trattandosi di una stradina di campagna senza segnaletica orizzontale, sarebbe oltremodo comprensibile se facessi una recensione non proprio positiva dell'evento.

Però devo ammettere che nonostante le disavventure e le migliaia di euro che perderò (speriamo di no) sono contento di aver partecipato a questa manifestazione.

Il clima che si respira è eccezionale con migliaia di persone da ogni dove compreso un gruppo podistico della Valle d'Aosta. Appena si raggiunge il punto di partenza non passa certo inosservata la quantità di gente che sosta nei vari stands allestiti per l'occasione. Si può comprare abbigliamento podistico ma non mancano neanche le bancarelle con dolci e sculture fatte a mane ed intarsiate nel legno.

Ahimè non ho molto tempo per fermarmi a guardarle perchè, nonostante i diversi itinerari proposti (si passa da 3 a 25 km) devo rispettare la mia tabella di avvicinamento a Roma che prevede 34 km ad una "media" di 5.00 min/km. Così parto dalla piazza di ritrovo e mi avvio verso la statale da cui provenivo e, con un anello di 4 km torno alla lina di partenza. penso tra me e me in quanto, sommati ai 2 della corsa ed un ulteriore anello da 4 mi porteranno sicuramente in prossimità dell'obiettivo odierno.

A questo punto però parto per i 25 km. Mentre proseguo per le belle strade di campagna continuo a pensare che l'Ermini, per quante buone qualità abbia, non è una macchina di precisione quando si parla di percorsi. Mi aveva accennato qualche giorno prima che la corsa si svolgeva interamente su terreno ed al massimo ci sarebbero stati 500 mt di asfalto. Ancora adesso ringrazio la mia poca fiducia nelle sue scarse capacità memoniche che mi hanno portato ad usare le mizuno anzichè scarpe da trail.

Il percorso è un continuo saliscendi e la fatica si fa sentire non c'è dubbio ma il fiume di gente che trovo lungo la strada non mi porta mai a demordere.

Alcune salite sono veramente impegnative ma i ristori posizionati in modo quanto mai strategico lungo il percorso mi aiutano notevolmente. E proprio a questi ristori voglio dedicare qualche breve riga. Non avevo mai visto un ristoro per cani ma adesso non lo potrò più dire. Accanto ad un tavolone dove alle 8 del mattino (!!!!!!!!) cuocevano uova al bacon vi era un piccolo ristoro con croccantini e altre prelibatezze.

Resto piacevolmente colpito da questo ristoro come anche da quello che ho trovato più avanti con frutta e dolci su cui catapultarsi per riprendere le energie prima del tratto di strata romana che percorre i boschi della zona. Ma sicuramente i due ristori più belli restano quello di Montecarlo e Palazzo Rosso: il primo aveva un'unica specialità ma chiunque ami il benessere in tutte l sue forme non poteva saltare quel tavolone pieno di pane, olio e fagioli (la morte di ogni podista ^_^) mentre il secondo, accanto a della buona cioccolata calda pronta per l'occasione aveva un angolo sicuramente caro agli amanti di bacco con Vin Santo e grappa... non avevo più parole!

Ma la corsa è ancora lunga e, dopo brevissime soste per gustare questo ben di Dio, mi avvio verso la parte conclusiva. Ormai mancavano pochi km e tra me e me dicevo . Ed eccolo lì, quasi fosse un miraggio, superate un paio di curve mi troo davanti agli occhi una caffettiera gigante che fa da introduzione al ristoro a base di cialde, caffè e panna... la tentazione è grande ma la tabella incombe e così, per evitare di passare 10 min dietro un albero per l'effetto caffè passo oltre gustando solo un po' di panna.

Ormai manca veramente poco e non potevo aspettarmi niente di più gradito, un angolo che per quelli come me che amano fotografare ogni cosa, mi è rimasta impressa ed indelebile: una vista mozzafiato sulla valle con il campanile della chiesa di porcari a far da cornice. Anno prossimo come non potrei portare la macchina fotografica?

ed infine sono arrivato alla fine di questa corsa ma non della mia tabella quindi prima di fermarmi mi armo di pazienza e compio un altro anello da 4 km nella piana del paese.

Alla fine saranno 32,400 mt secondo il GPS perchè la corsa era 24,500 mt però la soddisfazione di fare finalmente una corsa con tante salite e discese è incommensurabile.

Certo avrei preferito non concludere la giornata stando tutto il pomeriggio in ospedale dopo il brutto incidente ma l'importante è che possa essere davanti a questo monitor a scrivere e raccontare un'altra bella corsa a cui ho partecipato.